Libera

Strappare il territorio e ridarlo alle persone

Libera è una rete di associazioni, cooperative sociali, movimenti, scuole, sindacati, diocesi e parrocchie, gruppi scout, coinvolti in un impegno non solo “contro” le mafie, la corruzione, i fenomeni di criminalità e chi li alimenta, ma profondamente “per”: per la giustizia sociale, per la ricerca di verità, per la tutela dei diritti, per una politica trasparente, per una legalità democratica fondata sull’uguaglianza, per una memoria viva e condivisa, per una cittadinanza all’altezza dello spirito e delle speranze della Costituzione.

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Libera Associazione

Associazione

Roma

www.libera.it

Libera | Strappare il territorio e ridarlo alle persone

LIBERA è oggi un network nazionale di oltre 1500 associazioni, cooperative, scuole che lavorano insieme per promuovere una cultura della legalità, spesso in ambienti complicati da resistenze antiche, silenziosi consenti, ma anche dalla paura.

La sede dell’associazione è a Roma ma la configurazione organizzativa reticolare garantisce la presenza di coordinamenti regionali e coniugazioni territoriali, così da restare “dentro” le realtà locali e “dal di dentro” lavorare, coniugando l’impegno organizzativo e progettuale sulla base delle peculiarità dei problemi del contesto.

Da dove nasce l'idea

La criminalità organizzata non è solo un fenomeno italiano ma una inquietante realtà a livello internazionale. E’ indubbio, tuttavia, che la storia del nostro Paese ne sia segnata in maniera più marcata e dolorosa rispetto a molti altri contesti e che, nonostante l’impegno profuso e le tante conquiste conseguite, la questione sia ancora oggi drammaticamente insoluta.

Al fine di stimolare la società civile alla lotta alla mafia e a tutte le altre forme di illegalità e criminalità, nel 1995 nasce l’associazione LIBERA che si autodefinisce “Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.

“E’ un tentativo di declinare al plurale problemi che certamente sono plurali. Un tentativo di dare una dimostrazione concreta che non c’è soltanto la mafia, un problema che riguarda solo il Sud ma riguarda tanti.”

Umberto Di Maggio, coordinatore regionale dell’associazione Libera

La Storia

Il problema è plurale – vi sono più “ mafie” – e in un’ottica plurale va affrontata e risolta.

Un momento particolarmente significativo della vita dell’associazione è la raccolta di  un milione di firme a sostegno di una proposta di legge che prevedesse il riuso a scopi sociali delle proprietà confiscate ai mafiosi. Il prodotto di questo sforzo è la Legge 109 del 1996 che ha fatto scuola anche a livello internazionale.

Grazie a questa nuova cornice legislativa, LIBERA ha promosso in questi anni il riutilizzo a scopo produttivo di molte terre confiscate (e pertanto “liberate” dal controllo mafioso) da parte di neonate cooperative sociali – tra le quali la cooperativa PLACIDO RIZZOTTO è una delle realtà più significative – che l’organizzazione accompagna allo start up e sostiene. La produzione agricola attuale – olio, vino, pasta, verdure – è certificata dal marchio “Libera terra”, un simbolo che contribuisce alla diffusione di una crescente consapevolezza rispetto ai temi della legalità e della giustizia sociale

Gli aspetti generativi

Tra le priorità dell’associazione non va dimenticato l’impegno a tenere viva la memoria. Ciò significa soprattutto alimentare nelle persone e nei gruppi il desiderio di cambiamento e di riscatto per un futuro diverso, per la Sicilia, come per le altre terre toccate dalla criminalità organizzata.

Un altro significativo contributo offerto dall’associazione sono:
- l’impegno a livello educativo, con una importante presenza nelle scuole, accanto ai giovani e agli insegnanti;
- le azioni di sensibilizzazione e l’organizzazione di momenti di dibattito pubblici;
- la presenza sui media e nel circuito dell’informazione, grazie a pubblicazioni specialistiche.