Fondazione Nymphe Castello di Padernello

Quando il bello e l’utile camminano insieme

Nata nel 2005, la Fondazione ha attuato la riqualificazione del Castello di Padernello, situato nel comune di Borgo San Giacomo, un paese nella Bassa Bresciana. Le attività culturali all’interno del castello sono suddivise in nove linee di progetto, che riguardano l’organizzazione di mostre, spettacoli teatrali, rassegne cinematografiche ed enogastronomiche.

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Fondazione Nymphe Castello di Padernello

Associazione

Borgo San Giacomo, Brescia

www.castellodipadernello.it

Fondazione Nymphe Castello di Padernello | Quando il bello e l’utile camminano insieme

La riqualificazione di un bene comune che permette la fioritura di un’economia legata al patrimonio artistico e culturale del territorio.

Un castello quattrocentesco in rovina immerso nella campagna bresciana, un gruppo di persone che amano il proprio territorio e che condividono uno stesso desiderio di recupero del bene, un ente locale disponibile a scommettere su una gestione condivisa, una robusta idea progettuale: questi sono gli ingredienti del “caso Padernello”, un’esperienza di successo di riqualificazione di un bene storico in grave stato di abbandono, attraverso un’efficace formula di acquisto e di governance pubblico-privato e un’intelligente progettualità che ne garantisce la sostenibilità economica e sociale.

Da dove nasce l'idea

A partire dagli anni ’90, un gruppo di residenti di Borgo San Giacomo matura l’idea di recuperare il Castello di Padernello, un bene con otto secoli di storia alle spalle, abbandonato a partire dagli anni ’60.

A rischio c’è la perdita di un bene storico-artistico di grande rilevanza culturale e simbolica per un territorio da decenni sottoposto a una spregiudicata urbanizzazione. Per un gruppo di residenti – che si riunisce nell’associazione “Amici del borgo e del castello di Padernello” – il degrado del bene è il segno di un’incuria più profonda, quella nei confronti di un passato locale che, solo, può fare da guida verso il futuro e arrestare i processi di indifferenziazione e di banalizzazione che negli ultimi decenni hanno stravolto il carattere e le peculiarità del contesto. Queste derive hanno messo a repentaglio la memoria individuale e collettiva, il saper fare locale, gli equilibri ambientali e la dimensione antropologica, a vantaggio di un approccio solo consumistico all’ambiente e alle sue risorse, con gravi conseguenze sulla qualità della vita dei suoi abitanti. Pian piano nel gruppo matura l’idea ambiziosa del recupero e del rilancio del bene a beneficio dell’intero territorio. Non si attendono però aiuti dall’alto. Piuttosto si cercano soluzioni concrete, praticabili e sostenibili.

“Attraverso la storia, la cultura, il paesaggio, noi riusciamo a fare anche economia. Siamo riusciti a creare un valore di economia territoriale.”

Domenico Pedroni, Vicepresidente della Fondazione Castello di Padernello

La Storia

La riqualificazione di un bene che fa parte della storia di Borgo San Giacomo, mediante l’attivazione dal basso di diversi attori della comunità locale. Evitare la musealizzazione del castello per avviare una nuova economia sociale attorno ad un ritrovato “bene comune”.

Il castello, abbandonato dagli anni ’60, viene acquistato nel 2005 dal Comune di Borgo San Giacomo e da un insieme di società private. Qualche mese più tardi viene costituita la Fondazione Castello di Padernello, adottando la forma giuridica della Fondazione di Partecipazione, che coniuga la vocazione inclusiva e plurale delle associazioni con la dimensione patrimoniale caratteristica delle fondazioni. Questa tipologia di soggetto giuridico dispone di un proprio patrimonio e può coinvolgere diversi soggetti, pubblici e privati, che ne condividono lo scopo.

La Fondazione è il mezzo mediante il quale i soci riescono ad organizzare le attività culturali che attraggono vari generi di visitatori. L’organizzazione delle attività è coordinata da nove linee di progetto, e c’è una persona responsabile per ogni area. La comunità locale aderisce al progetto grazie ad una forte spinta volontaristica. Grazie all’impegno delle varie componenti associative, la Fondazione riesce ad organizzare attività culturali che durano complessivamente 230 giorni all’anno. La costanza dell’impegno profuso permette la sostenibilità economica e sociale del progetto. La Fondazione, grazie al valore economico generato dalle attività, riesce a ripagare la rate del mutuo e ad effettuare il riacquisto delle quote proprietarie del castello. Tra le diverse attività vi sono rappresentazioni teatrali, rassegne cinematografiche, l’allestimento di mostre, l’organizzazione di rassegne enogastronomiche e, più in generale, attività che mirano alla valorizzazione del contesto locale.

L’esperienza di Padernello appare esemplare rispetto alla possibilità di valorizzazione dei beni comuni culturali minori di cui l’Italia è ricchissima. Spesso abbandonati dalle istituzioni o fagocitati da logiche consumistiche che non raramente li trasformano in fast food culturali, questi beni possano diventare il cuore pulsante di nuove mappe sociali e economiche, simboliche ed identitarie. Attorno alla bellezza è dunque possibile “ritrovarsi” e creare nuove economie.

Per quanto riguarda gli sviluppi futuri, la Fondazione prevede di coinvolgere attori esterni nella valorizzazione di prodotti locali, creando un circolo virtuoso che possa generare occupazione e integrazione. L’idea prevede che la riqualificazione di un bene artistico-culturale possa permettere la nascita di una microeconomia che generi valore economico-sociale per il contesto territoriale. 

Gli aspetti generativi

Serve un surplus di generosità, a cui tutti siamo chiamati. In questo senso nessuno è escluso dal gioco. Tutti siamo chiamati alla trasformazione. Non aspettandola da altri.

L’idea di recuperare un bene in rovina nacque da Gianmario Andrico, attuale direttore artistico della Fondazione. Il progetto parte dal basso, grazie ad un gruppo di cittadini interessati a recuperare l’eredità di un patrimonio storico, ma soprattutto culturale. La volontà di riqualificare un bene in uno stato di abbandono viene concretizzata coinvolgendo l’intera comunità locale. La vocazione generativa del progetto coinvolge tutti coloro che desiderano farne parte, al di là degli interessi particolari.
Un tratto distintivo della Fondazione di Padernello è la dimensione di gratuità di coloro che aderiscono al progetto: le attività che si organizzano all’interno della struttura vengono realizzate grazie a molti volontari, in larga maggioranza giovani abitanti del luogo. Questo fatto testimonia il carattere di gratuità con il quale gli attori della comunità locale hanno donato il proprio impegno, generando valore economico per il territorio.
Per dar vita ad una azione generativa servono fede e visione. Qualcuno all’inizio deve dire “io ci credo”. Anche pochi. Segue la paziente capacità di coinvolgere altri, direttamente proporzionata al non far confusione tra cura e possesso. In tal senso “fare con” diventa quasi più importante di “ fare per”. Nella sostanza un’esperienza istituente di questa natura si muove costantemente su molti piani dentro un’unica ispirazione: culturale, politico, economico, sociale.

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