Campane Marinelli

Campane dalle molte sapienze

La Pontificia fonderia di Campane Marinelli è la più antica fonderia Italiana e fra le più antiche del mondo, specializzata nella costruzione di campane.

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Campane Marinelli SNC

Impresa

Agnone, Isernia

www.campanemarinelli.com

Campane Marinelli | Campane dalle molte sapienze

La Pontificia Fonderia è l’unica sopravvissuta tra le dinastie dei numerosi fonditori di campane di Agnone.

Da otto secoli, si tramanda ininterrottamente, di padre in figlio, quest’arte antica. Proprio nel Museo Marinelli è infatti conservato un raro esemplare di campana gotica che la tradizione vuole sia stata fusa 1000 anni fa, ad Agnone.

Da dove nasce l'idea

Le campane di Agnone sono generate dall’unione di molte sapienze che immutate sono state trasmesse nei secoli divenendo la roccia su cui la famiglia Marinelli ha costruito la sua azienda e dalle quali attinge la sua autenticità.

L’arte di plasmare il bronzo e il ferro per dare vita ad una campana che racchiude in sé la sapienza artistica, tecnica e musicale è rimasta invariata dall’antichità ad oggi, così ci spiega Armando Marinelli che insieme al fratello Pasquale dirige l'antica Fonderia Pontificia.

“Le nostre origini risalgono al Medioevo. La particolarità di questa fonderia è che facciamo le campane come si facevano in passato, con gli stessi materiali e le stesse tecniche. Essere fonditori di campane oggi significa rispettare i canoni di una volta, oggi l’unica cosa che ci fa portare avanti questo mestiere è la passione.”

Ermando Marinelli, co-proprietario Campane Marinelli

La Storia

La zona di Agnone ha una storia millenaria per la fusione delle campane che nella Fonderia trova la sua massima espressione. Infatti sono circa 7 secoli che questa famiglia resiste all’erosione del tempo e ai mutamenti sociali radicandosi in un territorio, attraverso l’uso dei materiali locali, anche quando questo lavoro era itinerante.

L’unica vera innovazione è stata l’automazione del movimento campanario, conseguenza della scomparsa della figura del sagrestano. Per il resto, la modernità nel lavoro del fonditore è l’ applicazione dei canoni medievali visto che in questo ambito la tecnologia non ha attecchito essendo un’attività artigianale qualificata ai massimi livelli, dove le nozioni di matematica, chimica, fisica e musica si intrecciano con una profonda religiosità. Tommaso Marinelli, avo degli attuali proprietari, nel suo libro “ Dell’arte delle campane, memoria di Tommaso Marinelli ai suoi parenti fonditori” riporta, oltre ai suoi studi sulla scala campanaria, le caratteristiche del fonditore tra cui l’essere uomo onesto e timorato di Dio. 

La campana oltre a scandire il tempo laico è strumento per eccellenza dello svolgersi del tempo religioso che lega quest’oggetto alle pratiche di devozione cristiane cosa che comporta una diffusione capillare di quest’oggetto legandolo ad un immaginario culturale tipicamente occidentale. Il legame con la Chiesa è sempre stato, di conseguenza, fortissimo e si rafforza ulteriormente nel 1924 con Papa XI il quale concesse alla Famiglia Marinelli, che stava costruendo le campane per il santuario di Pompei e rimase in quel luogo per circa sei anni, di innalzare sul proprio stemma quello pontificio. Un’amicizia che si rinnova di pontificato in pontificato e che comporta una grande responsabilità morale sia a livello personale che nel proprio lavoro. Per permettere che si potesse conoscere la storia delle campane e si ammirasse la lavorazione da vicino, delle tecniche e degli strumenti nasce nel 1995, come appendice della Fonderia, il Museo della Campana Giovanni Paolo II che racchiude la collezione delle campane, alcune risalenti all’anno mille, più vasta del mondo, conta circa 40.000 visitatori equamente distribuiti tra turisti e scolaresche.

Gli aspetti generativi

Nel Museo c’è la vera sfida del futuro.

La sfida consiste nel creare un’offerta formativa sempre più vasta e particolare per mostrare un mondo, quello dell’artigianato specializzato, che ha ancora molto da offrire e raccontare.

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